La Fattoria
Una storia
di sette secoli.
Fattoria I Sassoli è un'azienda agricola biologica di circa cento ettari nel comune di Scandicci, in località San Vincenzo a Torri, a quindici chilometri dal centro di Firenze: una tipica fattoria del Chianti sulle colline di Roveta.
I vigneti, i campi e gli edifici della fattoria si trovano sul lato destro della valle del fiume Pesa. Le colline guardano a ovest e sud-ovest: il sole arriva sui terreni dal mattino e li lascia solo al tramonto.
Il nome
«Sassoli» in italiano sono i sassi piccoli, i ciottoli. È un nome antico: compare già in un documento del 1300 e la fattoria lo porta ancora oggi.

Cenni storici
- 1300
La torre
Il nome Sassoli compare per la prima volta in un documento del 1300 che parla di una torre. È probabilmente quella che ancora oggi si alza a sud dei due edifici della fattoria: una vedetta sul fiume Pesa, che controllava i traffici sulla strada tra Montelupo e Cerbaia per conto dell'Abbazia di Badia a Settimo, le cui proprietà arrivavano allora fino al fiume.
- 1313
Il primo atto
Il primo documento certo è un atto notarile del 1313, che descrive I Sassoli come «casa con un portico e un appezzamento di terra». Da qui comincia la storia scritta della fattoria.
- '900
L'inventario
Un inventario dei primi del Novecento racconta la vita della fattoria: la produzione del vino, una ricetta per fare il vermut e la paglia da cappelli del podere Poggio Tondo, con tutti i passaggi per sbiancarla.
- 1911
Undici poderi
Una polizza assicurativa del 1911 conta undici poderi. Si coltivano vari tipi di grano, avena e sementi e si produce molta paglia: le contadine la intrecciano a mano per i cappelli, come in tante campagne intorno a Firenze. I poderi che ne producono di più sono Casarza e Poggio Tondo.
- Oggi
La fattoria biologica
Oggi i cento ettari sono coltivati con metodo biologico. Vino, grano antico e un'antica cantina: ogni fase della produzione, dalla vendemmia all'invecchiamento, si svolge in fattoria.
Il territorio
Una terra di argilla
e di sassi.
Le colline hanno pendenze dolci; solo un decimo dei terreni è in piano, nei fondovalle. Il suolo nasce dal lento disfacimento di rocce del Pliocene e del Pleistocene e oggi è quello che gli agronomi chiamano «di medio impasto»: sabbia, limo e argilla in proporzioni equilibrate, né troppo pesante né troppo sciolto.
Qui l'argilla prevale un poco e trattiene l'acqua che serve alla vite nelle estati asciutte. Nel terreno restano molti sassi e frammenti di roccia, quello che si chiama «scheletro»: fanno scolare la pioggia, scaldano il suolo e spingono le radici a cercare in profondità. È una terra ideale per la vite e per l'ulivo.

Biologico
Vigne e campi sono coltivati con metodo biologico: niente diserbanti né concimi di sintesi. Solo il rispetto dei tempi della terra e delle stagioni.
Tutto in fattoria
Dalla vendemmia all'invecchiamento, ogni passaggio avviene qui: l'uva raccolta va nella tinaia per la fermentazione, poi il vino scende nell'antica cantina per affinarsi in botti di rovere.
Qualità prima della resa
Vigneti ad alta densità, circa cinquemila piante per ettaro: ogni pianta porta meno grappoli e il vino guadagna in carattere e qualità.

Il vino
Il vino,
dalle nostre vigne.
Dai vigneti della fattoria nascono un Chianti Colli Fiorentini DOCG e un Toscana IGT, prodotti esclusivamente con uve biologiche. Le vigne sono state piantate sui terreni più adatti della tenuta, rivolti a sud e sud-ovest.
Il Chianti Colli Fiorentini segue un disciplinare più severo di quello della DOCG Chianti: rese più basse e un'attesa più lunga, perché il vino non esce prima del settembre successivo alla vendemmia.
Il grano
Senatore Cappelli,
un grano antico.
Nei terreni della fattoria si coltiva grano da più di un secolo: lo ricordava già la polizza del 1911. Da alcuni anni abbiamo deciso di tornare ai grani antichi. Per la nostra pasta e la nostra farina abbiamo scelto il Senatore Cappelli.
Fu selezionato a Foggia nel 1915 da Nazareno Strampelli e per decenni è stato il grano duro più coltivato d'Italia, finché varietà più basse e più produttive non lo hanno sostituito. È una pianta alta, intorno al metro e ottanta, mai modificata per aumentarne la resa.
Ne seguiamo l'intero percorso, dal seme al prodotto finito, a chilometro zero. Rende meno di un grano moderno ma conserva il sapore e il profumo della pasta di una volta.

In fattoria
La fattoria
in immagini.








